Critica

DOTTOR ENZO SANTESE
01/01/2009

Il dato distintivo dell’esperienza di Carla Galli Morandi risiede nella tensione della superficie a farsi corpo materico che cattura la luce, inducendola a
descrivere tracce, percorsi e inserimenti che evidenziano anche lo spessore della pittura.
L’autrice distende sul piano una serie di materiali (sabbia, gesso, elementi naturali come foglie), ognuno dei quali si integra con l’altro dando vita a un complesso di segnali convergenti sulla sintesi tematica: la riflessione sugli elementi primari della realtà, l’aria, il fuoco,l’acqua, la terra.
La stratificazione dell’impasto avviene su molteplici apporti costitutivi: la stesura, la macchia, la polverizzazione cromatica, lo sgocciolamento. L’opera allude a un dinamismo che di volta in volta rimanda alla fluidità, al movimento verso l’alto alla velocità vorticante in un’oscillazione tra riconoscibilità figurale e astrattezza della composizione.
-da Arte Oggi 2009 G. Mondadori, critica Dr. Enzo Santese -