Critica

PROF. LEO STROZZIERI
01/01/2011

Dopo una iniziale stagione iconica, Carla Galli Morandi ha compiuto per esigenze interiori il passo verso l'astrazione informale pur non disdegnando talora reminiscenze strutturali che indicano la sua non totale convinzione sull'orgia dissacratoria dei valori estetici e formali dell'Art Autre.
Il segno, la materia, il colore e la luce sono gli elementi costitutivi da lei prediletti dell'esecuzione dei lavori nei quali l'uso della sabbia č ricorrente.
Sabbia che manipolata adeguatamente sembra, sotto il tocco maieutico dell'artista, pervasa di vita e di brulicante gioco cinetico della luce.
Morandi si cimenta anche nella scultura le cui armature appaiono leggere e di grande eleganza, piene di movimento progettuale arricchite come sono da un
impianto insofferente a qualsivoglia argine. Ma andiamo per ordine parlando prioritariamente del segno dalle movenze cadenzate come si trattasse di reminiscenze
di danza.
Poi la materia che diviene metalinguaggio nei confronti della realtą interiore esternata espressionisticamente nell'opera.
Ancora il colore studiato con lucida intelligenza si' da fornire al tessuto\materia una risonanza romantica, come si conviene alla classica ricerca artistica al femminile. Ed infine la luce.
Coinvolgente talvolta con impetuositą lirica lo spettatore, sembra essere per lei organicistica al pari della materia sabbiosa adoperata, come detto, con dominante continuitą.

----Da Sensazioni Visive 2011 - G.Mondadori -Prof. Leo Strozzieri----